L’entrata in vigore del CETA è uno scandalo per la democrazia

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traduzione da vocidallestero.it

di Jacques Sapir, 22 settembre 2017

Il CETA, trattato di libero scambio con il Canada, è infine entrato in vigore giovedì 21 settembre, ad eclatante dimostrazione di come gli Stati abbiano rinunciato alla loro sovranità, lasciando spazio ad un nuovo diritto, indipendente dal diritto degli stessi Stati e non soggetto ad alcun controllo democratico.

Il CETA sarebbe, sulla carta, un “trattato di libero scambio”. In realtà però prende di mira le normative non-tariffarie che alcuni Stati potrebbero adottare, in particolare in materia di protezione ambientale. A questo riguardo, c’è da temere che il CETA possa dare l’avvio a una corsa a smantellare le norme di protezione. A ciò si aggiungono i pericoli che scaturiscono dal meccanismo di protezione degli investimenti contenuto nel trattato. Il CETA crea infatti un sistema di protezione per gli investitori tra l’Unione Europea e il Canada che, grazie all’istituzione di un tribunale arbitrale, permetterà loro di citare in giudizio uno Stato (o a una decisione dell’Unione Europea) nel caso in cui un provvedimento pubblico adottato da tale Stato possa compromettere “le legittime aspettative di guadagno dall’investimento”. In altre parole, la cosiddetta clausola ISDS (o RDIE) è in pratica un meccanismo di protezione dei guadagni futuri. E si tratta di un meccanismo unilaterale: nel quadro di questa disciplina, nessuno Stato può, da parte sua, citare in giudizio un’impresa privata. È chiaro quindi che il CETA metterà gli investitori in condizione di opporsi ai provvedimenti politici ritenuti contrari ai loro interessi. Questa procedura, che rischia di essere molto dispendiosa per gli Stati, avrà certamente effetti dissuasivi già con una semplice minaccia di processo. Al riguardo, non dimentichiamo che, a seguito della dichiarazione della Dow Chemical di voler portare la causa in tribunale, il Québec fu costretto a fare marcia indietro sul divieto di una sostanza, sospettata di essere cancerogena, contenuta in un diserbante commercializzato da questa impresa.

Vi sono inoltre dubbi in merito alla reciprocità: si fa presto a dire che il trattato apre i mercati canadesi alle imprese europee, tanto più che il mercato dell’Unione Europea è già adesso aperto alle imprese canadesi. Ma basta solo guardare alla sproporzione tra le popolazioni per capire chi ci guadagnerà. Al di là di questo, c’è il problema più ampio del libero scambio, in particolare dell’interpretazione del libero scambio che si evince dal trattato. Al centro si trovano gli interessi delle multinazionali, che di certo non coincidono con quelli dei consumatori né dei lavoratori.

I rischi rappresentati dal CETA riguardano quindi la salute pubblica e, senz’ombra di dubbio, la sovranità. Ma ancora più grave è anche la minaccia posta dal trattato alla democrazia. Al momento della sua votazione finale nel Parlamento Europeo, tra i rappresentanti francesi sono stati quattro i gruppi a votare contro: il Fronte di Sinistra, gli ambientalisti dell’EELV, il Partito Socialista e il Front National. Un’alleanza forse meno anomala di quanto sembri, se si prendono in considerazione i problemi sollevati dal trattato. È indicativo il fatto che sia stato rigettato dalle delegazioni di tre dei cinque paesi fondatori della Comunità Economica Europea, e dalle seconda e terza maggiori economie dell’Eurozona. Ciononostante è stato ratificato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio 2017, e deve adesso passare la ratifica dei singoli parlamenti nazionali. Nondimeno, è già considerato parzialmente in vigore prima della ratifica da parte degli organi rappresentativi nazionali. Il CETA è quindi entrato in vigore provvisoriamente e parzialmente il 21 settembre 2017 per gli aspetti riguardanti le competenze esclusive dell’UE, ad esclusione, per il momento, di certi aspetti di competenza concorrente che necessitano di votazione da parte dei paesi membri dell’UE, in particolare le parti riguardanti i tribunali arbitrali e la proprietà intellettuale. Ma anche così, circa il 90% delle disposizioni dell’accordo vengono già applicate. Ciò rappresenta un grave problema politico di democrazia. Come se non bastasse, anche nel caso in cui un paese dovesse rigettare la ratifica del CETA, quest’ultimo resterebbe comunque in vigore per tre anni. È evidente che è stato fatto di tutto perché il trattato fosse formulato ed applicato al di fuori del controllo della volontà popolare.

In effetti questo non è affatto ciò che normalmente si definirebbe un trattato di “libero scambio”. Si tratta di un trattato il cui scopo è essenzialmente imporre norme decise dalle multinazionali ai singoli parlamenti degli Stati membri dell’Unione Europea. Se ciò che si voleva dare era una dimostrazione della natura profondamente anti-democratica dall’UE, non si poteva certamente fare di meglio.

Ciò pone un problema sia democratico che di legittimità di chi si è fatto fautore del trattato. In Francia uno solo dei candidati alle elezioni presidenziali, Emmanuel Macron, si era dichiarato apertamente a favore del CETA. Anche uno dei suoi principali sostenitori, Jean-Marie Cavada, aveva votato al Parlamento europeo per l’adozione del trattato. Si profila quindi nelle elezioni presidenziali, e non per la prima volta nella nostra storia, il famigerato “partito dall’esterno” che a suo tempo (per l’esattezza il 6 dicembre 1978) era stato denunciato da Jacques Chirac dall’ospedale di Cochin…[1]

Prima della sua nomina a ministro del governo di Edouard Philippe, Nicolas Hulot aveva preso nettamente posizione contro il CETA. La sua permanenza al governo, a queste condizioni, ha il valore di un voltafaccia. Come ministro della Transizione Ambientale (sic), non ha sicuramente finto un certo rammarico lo scorso venerdì mattina su Europe 1. Ha riconosciuto che la commissione di valutazione nominata da Edouard Philippe lo sorso luglio aveva identificato diversi potenziali pericoli contenuti nel trattato. Ma ha anche aggiunto: “…i negoziati erano ormai arrivati a un punto tale che, a meno di non rischiare un incidente diplomatico con il Canada, che certamente vorremmo evitare a tutti i costi, sarebbe stato difficile bloccarne la ratifica”. Questa è una perfetta descrizione dei meccanismi di irreversibilità deliberatamente incorporati nel trattato. Non dimentichiamo inoltre che, prima di essere nominato ministro della Transizione Ambientale, l’ex-presentatore televisivo aveva più volte dichiarato che il CETA non era “compatibile con il clima”. Si può qui immaginare quanto fosse grande la spada che ha dovuto ingoiare: praticamente una sciabola.

Da parte sua, fin dalla sua elezione Emmanuel Macron si è presentato come difensore allo stesso tempo dell’ecologia e del pianeta riprendendo, capovolgendolo, lo slogan di Donald Trump “Make the Planet Great Again”. Ha spesso ribadito questo concetto, sia alle Nazioni Unite che in occasione del suo viaggio alle Antille dopo l’uragano “Irma”. Ma non si può ignorare che il suo impegno a favore del CETA e la sua sottomissione alle regole dell’Unione Europea, che ha comunque registrato un terribile ritardo sulla questione degli interferenti endocrini, dimostrino come non sia decisamente l’ecologia a motivarlo, e che al massimo questa non sia che un pretesto per una comunicazione di pessimo gusto e di bassa lega.

È dunque necessario avere ben chiare le conseguenze dell’applicazione del CETA, oltre alla minaccia che esso rappresenta per la sovranità nazionale, la democrazia e la sicurezza del paese.

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Ndrangheta e politica: manette per un sindaco di Forza Italia

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Il sindaco di Seregno (Monza) Edoardo Mazza, di Forza Italia, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Milano in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dai Gip dei Tribunali di Monza, nell’ambito della maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Brianza e in Lombardia.

E’ accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti. A legare a “doppio filo” politica e ‘ndrangheta, secondo l’inchiesta della Procura di Monza e della Dda di Milano, sarebbe stato un imprenditore edile di Seregno il quale avrebbe intrattenuto rapporti con politici del territorio, e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità organizzata. Il suo ruolo sarebbe stato “determinante” per l’elezione del sindaco arrestato. (ANSA).

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Piantiamo alberi per far rinascere la vita

di MoVimento 5 Stelle

Domenica 19 novembre ( e quella successiva in caso di maltempo) verranno messi a dimora decine di migliaia di alberi. Ad oggi una cinquantina di gruppi, di altrettante città, stanno organizzandosi per questa iniziativa. Un progetto di partecipazione ambientale aperto a tutti, che è nato due anni fa e che si allarga sempre di più. Un progetto che è sempre stato nel cuore di Gianroberto.

Il 19 novembre, in una sola giornata, migliaia di cittadini di Roma, Milano,Torino, Reggio Emilia, Brescia, Carrara, Fabriano, Carbonia, Pomezia (Roma), Sedriano (Mi), Rubiera (Re), Dorgali (Nu), Lacchiarella (Mi), Melzo (Mi), Rocca Imperiale (Cs), solo per citare alcuni Comuni, si ‘armeranno’ pacificamente di zappe, badili e palette per fare un altro piccolo passo verso un Mondo migliore e più pulito.

Tra le adesioni anche quella molto significativa di Assisi, la città di San Francesco. Ma tante altre se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.

Tutti insieme, da cittadini, inizieremo a creare nuovi boschi urbani, fasce boscate o implementeremo parchi già esistenti. Una azione fondamentale per contrastare l’inquinamento. Se ci sono criminali che bruciano decine di migliaia di alberi, c’è chi risponde loro mettendone a dimora sempre di più.
Se ci sono politici (spesso collusi con mafie e corrotti) che hanno cementificato e devastato i nostri territori, c’è chi lo rende più verde creando nuovi boschi urbani e parchi.

Se c’è chi inquina, c’è chi mitiga gli effetti dell’inquinamento creando nuove fasce boscate vicino a strade, autostrade, tangenziali.

PER ADERIRE: Le Amministrazioni ed i gruppi Comunali (del MoVimento 5 Stelle e di tutti i colori politici) che vogliono mettere a dimora alberi per garantire un futuro ai cittadini, possono inviare una mail a questo indirizzo: alberiperlavita@gmail.com

“Una persona può credere alle parole ma crederà sempre agli esempi” (Gianroberto Casaleggio)

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Italia Smart nation: meno leggi, meno burocrazia

di Luigi Di Maio

Secondo i nostri studi nel 2025 circa il 50% dei lavori in Italia sarà creativo, e il 60% dei lavori come li conosciamo oggi si trasformerà o sparirà. Tra i lavori creativi ci sono sicuramente quelli legati all’innovazione, che sono il nostro obiettivo di governo: investire in innovazione, investire in una Smart Nation, quindi in uno stato intelligente che cominci a fare meno leggi (e meno burocrazia), che cominci a sviluppare nuove professioni, ma soprattutto che protegga le startup innovative che nascono e che danno lavoro a giovani o meno giovani.

Oggi siamo al Talent Garden, che è uno degli spazi che ospitano le imprese innovative: qui ci sono circa 400 persone, la fablab per le stampanti 3D, ci sono servizi di formazione per giovani che vogliono entrare nel mondo di queste professioni innovative, nel mondo del web marketing, dei social media e così via.

Questi settori sono i settori del futuro, oggi hanno 35mila, 36mila addetti ma sono destinati ad avere una crescita esponenziale nei prossimi cinque o dieci anni. Se perdiamo il treno dell’innovazione perderemo la possibilità di impiegare i giovani che abbiamo all’estero, ma anche i giovani che si stanno per diplomare o che stanno entrando all’università. Che cosa si deve fare? Prima di tutto lasciare in pace chi fa impresa in questo settore, quindi meno leggi, meno burocrazia. La burocrazia è uno Stato che fa una legge ogni due giorni e mezzo, e rende la vita un inferno a chi fa impresa; la seconda cosa è investirci: con il Venture Capital ma anche con i nostri investimenti come Stato, quindi una banca pubblica per gli investimenti che dia una mano alle realtà innovative in questo settore; e poi la terza cosa è immaginare un Stato che digitalizzi la pubblica amministrazione ma che allo stesso tempo permetta al nostro Paese di creare ad esempio un nuovo concetto di mobilità, un milione di auto elettriche entro il 2020, un nuovo concetto di pubblica amministrazione digitalizzata, un nuovo concetto anche di istruzione e di università, sempre più in rete con i mondi produttivi.

E’ un’ idea di Paese da qui a 10 anni, a 15 anni, che non guarda alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni.

Oggi è stata una giornata molto importante, ci siamo confrontati con i country manager di startup importanti, di aziende innovative importanti, e abbiamo portato a casa tante informazioni che ci serviranno per il lavoro del nostro gruppo parlamentare ma anche e soprattutto per il nostro governo, quando nel 2018 se vorrete governeremo questo Paese. Mettiamo insieme tutte le professionalità, tutte le intelligenze, tutte le informazioni per rilanciare un paese che è penultimo in Europa, solo prima della Grecia, per occupazione giovanile. I giovani sono sicuramente il futuro, ma sono soprattutto il presente: in questo mondo dell’innovazione ci sono gli Olivetti del futuro. Grazie

Ps: si ringrazia Talent Garden per l’ospitalità e la cortesia

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#SceglieteilFuturo

di Giancarlo Cancelleri, candidato Presidente M5s – Regione Sicilia

Scegliete la vita. Scegliete l’onestà.
Scegliete il lavoro senza compromessi.
Scegliete di pagare tasse eque e giuste.
Scegliete di creare. Scegliete di costruire.
Scegliete la legalità, l’incorruttibilità
il rigore di chi è nel giusto.
Scegliete l’ambiente, la sostenibilità.
Scegliete l’energia rinnovabile
e dimenticatevi il fossile.
Scegliete di non inquinare più.
Scegliete l’innovazione
la tecnologia al servizio dell’uomo.
Scegliete la democrazia.
Scegliete di partecipare e di decidere.
Scegliete di non stare più a guardare.
Scegliete la bellezza, scegliete l’amore, scegliete la verità.
Scegliete di studiare per il vostro avvenire,
per il vostro Paese. Scegliete di non emigrare più.
Scegliete l’Italia.
Scegliete di far parte di un sogno che è iniziato
e non finisce.
Scegliete di essere una comunità.
Uomini e donne con l’obiettivo comune
di superare le avversità
ed essere felici.
Voi avete il potere nelle vostre mani
e potete essere gli artefici della vostra riscossa.
Scegliete il vostro futuro. Scegliete la vita.

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Una firma per Ostia 5 Stelle con Giuliana Di Pillo sindaco

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di MoVimento 5 Stelle Ostia

Domani 26 settembre dalle 8 alle 20 vi aspettiamo per il firma-day del X Municipio, Ostia. La nostra candidata sindaco è Giuliana Di Pillo. Saranno ben sei i punti nel X Municipio che accoglieranno i cittadini per il firma-day del M5S il 26 settembre. Vi aspettiamo, per sostenere la lista M5S dei candidati alle prossime elezioni del 5 novembre, in via delle Baleniere (Ostia Lido), via di Saponara angolo via Bonichi (Acilia), piazza San Leonardo da Porto Maurizio (Acilia), via E. Wolf Ferrari (Infernetto), piazza Gregoriopoli (Ostia Antica) e in via Antonio Criminali all’angolo con via Francesco Donati (Dragona).

I gazebo sono distribuiti in maniera capillare sul territorio per consentire a tutti di raggiungerci. La partecipazione di ognuno è importante, firmando non sostenete solo il MoVimento ma affermate la vostra volontà di riportare la legalità al centro.

Ps. In questa cartina trovate la localizzazione dei punti-firma.

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Una firma per un Municipio 5 Stelle con Giuliana Di Pillo presidente

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di MoVimento 5 Stelle X municipio

Domani 26 settembre dalle 8 alle 20 vi aspettiamo per il firma-day del X Municipio, Ostia. La nostra candidata presidente è Giuliana Di Pillo. Saranno ben sei i punti nel X Municipio che accoglieranno i cittadini per il firma-day del M5S il 26 settembre. Vi aspettiamo, per sostenere la lista M5S dei candidati alle prossime elezioni del 5 novembre, in via delle Baleniere (Ostia Lido), via di Saponara angolo via Bonichi (Acilia), piazza San Leonardo da Porto Maurizio (Acilia), via E. Wolf Ferrari (Infernetto), piazza Gregoriopoli (Ostia Antica) e in via Antonio Criminali all’angolo con via Francesco Donati (Dragona).

I gazebo sono distribuiti in maniera capillare sul territorio per consentire a tutti di raggiungerci. La partecipazione di ognuno è importante, firmando non sostenete solo il MoVimento ma affermate la vostra volontà di riportare la legalità al centro.

Ps. In questa cartina trovate la localizzazione dei punti-firma.

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#ProgrammaLazio – Trasporti

di David Porrello

Il Lazio è una regione che comprende una grande metropoli come Roma e tanti piccoli comuni per la maggior parte con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Ciò fa sì che la mobilità di trasporto dei cittadini del Lazio sia soprattutto rivolta verso la capitale per molteplici e varie esigenze (studio, lavoro, cura, turismo, divertimento). Roma, inoltre, è sede del sesto scalo aeroportuale d’Europa che vede transitare ogni anno circa 45 milioni di passeggeri.

Anche la morfologia del territorio è molto varia e ciò rende impossibile attuare un modello basato su un’unica modalità di trasporto. Trasporto e mobilità, poi, non riguardano solo le persone ma anche le merci, tassello fondamentale per uno sviluppo economico regionale.

Le competenze che la regione ha in questo campo sono programmazione, pianificazione e coordinamento degli interventi nella rete viaria, la gestione di società di trasporti come COTRAL e LAZIOMAR, l’affidamento del trasporto regionale su ferro e la distribuzione del fondo statale ai comuni per il trasporto pubblico locale.
In questi anni la giunta Zingaretti non fatto nulla per migliorare la mobilità dei cittadini laziali.

Inaugurare qualche autobus o treno nuovo è servito solo a fare propaganda e per nulla a migliorare l’offerta dei servizi: i ritardi sono sempre all’ordine del giorno, le condizione di viaggio sono sempre paragonabili al trasporto di bestiame, le strade spesso sono impraticabili e insicure a causa della scarsissima manutenzione.
Occorre cambiare la marcia della mobilità laziale.

In primo luogo, va rafforzata l’intermodalità tra mezzo privato e mezzo pubblico, con il potenziamento del sistema ferroviario – per esempio, raddoppiando alcune linee che sono ancora a binario singolo – e rendendo Cotral un trasporto complementare e non concorrente al ferro. Per non parlare del telelavoro, la cui diffusione avrebbe inevitabili effetti positivi sulla domanda di mobilità. Democrazia è condivisione. Nei prossimi mesi raccoglieremo le vostre idee, proposte, suggerimenti.
Insieme governeremo il Lazio!

https://youtu.be/eZTS9xQBM1c

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#Italia5Stelle: 50.000 grazie!

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di MoVimento 5 Stelle

Italia 5 Stelle a Rimini si è conclusa. Uno straordinario successo di partecipazione con oltre 50.000 persone che hanno varcato i cancelli e hanno vissuto per tre giorni all’interno degli stand, delle agorà, del Villaggio Rousseau, dell’area sportiva.

Siamo stati tutti vicini per confrontarci, parlare, giocare e scherzare. Abbiamo vissuto momenti indimenticabili che si vanno ad aggiungere a quelli degli scorsi anni. Questo momento è stato fondamentale perchè da qui parte la rincorsa per andare al governo del Paese.

Grazie a tutti coloro che sono venuti, grazie alle milioni di persone che ci hanno seguito da casa sui social (anche quest’anno numeri da record: più di 3.500.000 di persone raggiunte nei tre giorni solo su Facebook!), grazie ai volontari che hanno reso possibile, grazie a chi è intervenuto sul palco, grazie a David Borrelli e Max Bugani che hanno curato l’organizzazione e infine grazie ai riminesi che ci hanno ospitato

I prossimi mesi saranno decisivi per noi e per il Paese. State pronti perchè ci organizzeremo al meglio per la battaglia. Non molliamo! Alla riscossa!

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Luigi Di Maio candidato premier del MoVimento 5 Stelle per la riscossa degli italiani

le parole di Luigi Di Maio dopo la proclamazione dei risultati della votazione per il candidato premier

di Luigi Di Maio

GRAZIE! Io vi assicuro che porterò avanti il mio compito con disciplina e onore, come prevede la Costituzione che abbiamo salvato a dicembre con il referendum costituzionale. Nei prossimi mesi l’Italia deve scegliere se continuare a sopravvivere o iniziare a vivere. E se vuole farlo dovrà scegliere un governo del MoVimento 5 Stelle, che sarà il Governo della riscossa degli italiani.

Da domani sarò impegnato a coinvolgere le migliori competenze ed energie di questo Paese per metterle al servizio di questo progetto. Io vi prometto che formeremo una squadra di Governo di cui essere orgogliosi per la prima volta nella storia.

Un grande grazie a Beppe Grillo e a Gianroberto Casaleggio per quello che hanno iniziato anni fa. Loro hanno dato inizio ad un sogno, voi sarete quelli che realizzeranno questo sogno portando il MoVimento 5 Stelle al governo di questo Paese.

È solo questione di mesi. Grazie a tutti!

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